Cassazione: giro di vite contro impiegati pubblici che timbrano il cartellino per poi assentarsi dal lavoro Stampa
Martedì 04 Settembre 2012 16:15

La Cassazione (sentenza 25781/2012) ha respinto il ricorso di quattro impiegati alla Sovrintendenza per i Beni culturali e ambientali della Regione Sicilia proprio con la motivazione di aver provocato "pregiudizi, sul piano dell'immagine, arrecati all'Amministrazione pubblica".

assenteismo-striscia-la-notiziaI quattro impiegati, come riporta la Seconda Sezione della Corte d'appello, hanno timbrato regolarmente il proprio cartellino la mattina per poi assentarsi dal lavoro subito dopo e per quasi tutto l'arco della giornata. Il giochetto è durato dal luglio 2001 sino alla fine dell'anno successivo.

Gli impiegati, una volta scoperti, sono stati denunciati e condannati per truffa ai danni dello Stato dalla Corte d'appello di Palermo, il 26 ottobre 2011. Si sono dunque rivolti alla Cassazione per tramutare la propria pena da detentiva in pena pecuniaria e ottenere così il beneficio della non menzione della condanna.

Gli ermellini di Piazza Cavour hanno rigettato il ricorso negando anche la richiesta di riduzione della pena. Nella parte motiva della sentenza i Giudici di Piazza Cavour sottolineano che "i giudici di merito, con valutazione coerente e logica hanno ritenuto che né del beneficio della non menzione, né della conversione della pena detentiva in pena pecuniaria, i  ricorrenti tutti siano stati meritevoli proprio per la dimostrazione di indifferenza verso i pregiudizi, sul piano dell'immagine, arrecati all'Amministrazione pubblica".

Ricordiamo che è reato anche timbrare il cartellino di un altro dipendente.

Per evitare questi ed altri inconvenienti, è possibile utilizzare i nostri prodotti ad impronte digitali e fare in modo che i dipendenti siano obbligati a timbrare anche l'uscita (tramite tornelli)