Obbligo PUC INPS nel flusso Uniemens per la gestione della malattia

Obbligo PUC INPS: stop alla malattia gestita a mano

Da marzo 2026 qualcosa è cambiato per chi si occupa di presenze e payroll: l’obbligo PUC INPS è entrato nel flusso Uniemens e la finestra di tolleranza è già in scadenza.

Con il messaggio n. 964/2026 del 19 marzo, l’INPS ha reso obbligatoria l’indicazione del PUC (Protocollo Unico Certificato) ogni volta che un’indennità anticipata dall’azienda viene collegata al certificato medico che l’ha generata.

Oggi, in questa fase transitoria, l’Istituto permette ancora due scorciatoie: indicare la data di inizio malattia al posto del PUC, oppure (solo in via eccezionale) il valore “N”. Ma è un cerotto temporaneo. L’INPS ha già annunciato che comunicherà con un messaggio successivo la fine di questa flessibilità, senza specificare quando: potresti ritrovarti con un preavviso troppo breve per adeguare i tuoi sistemi in tempo.

Cosa cambia (davvero) per te con l’obbligo PUC INPS nel flusso Uniemens

Ogni volta che un tuo dipendente si ammala, il medico curante invia un certificato telematico protetto dal PUC. Oggi puoi ancora “aggirare” il codice con la data di inizio malattia, ma quando la fase transitoria chiuderà, questa alternativa resterà valida solo per i certificati cartacei. Per tutto il resto, dovrai inserire il PUC con precisione, certificato per certificato, senza margine di errore.

E se un singolo episodio di malattia è coperto da più certificati di continuazione? Dovrai gestire tutti i codici corrispondenti.

Se gestisci il personale, sai cosa significa nella pratica: aprire ogni PEC aziendale, accedere al portale INPS o rincorrere la segnalazione del dipendente, copiare il codice, verificarlo e inserirlo a mano nel cartellino presenze e poi nel payroll.

Per un’azienda con 50 dipendenti, parliamo di decine di certificati da controllare ogni mese e ogni copia-incolla manuale è un potenziale errore che rischia di generare uno scarto nel flusso Uniemens o una richiesta di conguaglio respinta.

Come Cartellino Web 2 rende “invisibile” il certificato di malattia

L’integrazione nativa del modulo Malattie INPS su Cartellino Web 2 nasce proprio per toglierti questo peso dalle spalle, riducendo drasticamente l’intervento manuale richiesto:

  • Ricezione automatica: Il medico invia il certificato, l’INPS notifica l’azienda tramite PEC o email e Cartellino Web 2 acquisisce i dati del documento in totale autonomia.
  • Elaborazione immediata: Il sistema legge le informazioni all’interno del file, individua il medico emittente, la tipologia di malattia, le date e (soprattutto) estrae con precisione il codice PUC.
  • Aggiornamento in tempo reale: Il software inserisce le giornate di assenza direttamente nel cartellino del dipendente, agganciando subito il PUC corretto.

Nella nostra esperienza con i clienti, un certificato gestito a mano richiede in media 1-2 giorni tra ricezione, verifica e inserimento; con il modulo Malattie di Cartellino Web 2, lo stesso processo si completa in meno di 2 ore.

Perché non puoi rimandare al mese prossimo

La fase transitoria serve a prepararsi, non a rimandare: quando l’INPS la chiuderà, chi non si è ancora automatizzato dovrà rincorrere il cambiamento in fretta, proprio mentre i controlli automatizzati dell’Istituto diventano più severi.

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Domande frequenti: tutto ciò che devi sapere

Si chiama PUC (Protocollo Unico Certificato): è un identificativo univoco generato automaticamente quando il medico curante invia il certificato in via telematica. Serve a collegare in modo tracciabile l’indennità anticipata dall’azienda al documento medico che l’ha originata, così che l’Istituto possa verificare la corrispondenza senza ambiguità.

Sì, dal mese di competenza marzo 2026, ma siamo in una fase transitoria: l’INPS permette ancora, in alternativa al PUC, di indicare la data di inizio malattia o, in casi eccezionali, il valore “N”. Questa flessibilità però è temporanea: l’Istituto ha già annunciato che ne comunicherà la fine con un messaggio separato, senza specificare quando. Una volta chiusa, la data di inizio malattia resterà utilizzabile solo per i certificati cartacei.

Il rischio principale è un disallineamento tra quanto dichiarato dall’azienda nel flusso mensile e quanto risulta negli archivi dell’Istituto. Questo può portare a richieste di chiarimento, ritardi nei conguagli o, nei casi più delicati, controlli più approfonditi sulla posizione contributiva.

Con l’integrazione tra l’Istituto e Cartellino Web 2, l’intero percorso (dall’invio del certificato da parte del medico fino all’aggiornamento del cartellino presenze) avviene senza intervento manuale dell’ufficio HR, riducendo drasticamente il rischio di dimenticanze o errori di trascrizione rispetto alla gestione a mano.